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Posts Tagged ‘nuovo libro Pahor’

Piazza Oberdan, in libreria dal 30 settembre, sarà presentato a Pordenonelegge venerdì 17 settembre. Di seguito un’anticipazione del volume:

“All’epoca mi mancava giusto un mese per compiere sette anni. La nostra famiglia risiedeva in via Commerciale, all’altezza in cui la tranvia di Opicina si aggancia al locomotore, oggi trainato da una fune; a quei tempi, invece per risalire l’erta, era dotato di una ruota dentata che si inseriva in una cremagliera. Vivevamo in un monolocale seminterrato dove mio padre era stato costretto a ripiegare non potendosi permettere di prendere in affitto una abitazione decorosa: fattosi garante per un amico che aveva messo in piedi una pelletteria ed era fallito, mio padre aveva dovuto risarcirne il debito per anni.
Il pomeriggio di quel 13 luglio 1920, poco prima del tramonto, il cielo si fece rosso sangue. Nel nostro seminterrato (pensato come abitazione per il portinaio) venimmo immediatamente a sapere dell’incendio; e lo si percepiva anche, visto che dalla piazza a casa nostra la distanza in linea d’aria era minima. Il volto di nostra madre era smunto e prostrato, l’atmosfera invece impregnata di un senso di distruzione. Io e mia sorella Evelina, che aveva tre anni meno di me, eravamo tanto spaventati quanto smaniosi di scappare da quel buco dove ci sentivamo più prigionieri del solito. Già, ci lanciammo di corsa giù per quel breve tratto di strada verso il vociare indistinto che giungeva dalla piazza. Raggiunto l’angolo che fronteggia il caffè Fabris, ci ritrovammo subito testimoni dei fatti. Sembrava di stare di fronte a un palcoscenico. Una folla urlante al di sopra della quale balenavano le fiamme che si sprigionavano dalle finestre del Narodni Dom. Sconvolti, ci tenevamo per mano fissando i pompieri cui gli assalitori impedivano di indirizzare i getti d’acqua verso lo stabile che stava andando a fuoco”.

Per leggere l’intervista rilasciata dall’Autore al “Corriere della Sera” del 24/08/2010 a proposito della prossima uscita (16 settembre) di Piazza Oberdan cliccate qui.

Boris Pahor nasce nel 1913 a Trieste, allora porto principale dell’impero austro-ungarico. A sette anni assiste all’incendio del Narodni Dom, sede culturale principale in città della comunità slovena. L’esperienza lo segna per tutta la vita, tornando spesso nei suoi romanzi e racconti.
Frequenta la scuola media e il liceo classico presso il seminario di Capodistria. Nel dopoguerra opo essersi laureato in Lettere all’Università di Padova torna nella sua città natale dove si dedica all’insegnamento della letteratura italiana.
Nel 1940 viene arruolato nell’esercito italiano e mandato sul fronte in Libia. Dopo l’armistizio dell’otto settembre torna a Trieste, ormai sotto occupazione tedesca. Nel 1944 viene arrestato dai nazisti e internato in vari campi di concentramento in Germania e in territorio francese. Al termine del conflitto rientra nella città natale, aderendo a numerose imprese culturali social-democratiche e collaborando con l’associazionismo cattolico sloveno. Pahor diventa uno dei più importanti punti di riferimento per la giovane generazione di letterati sloveni. L’opera più nota è Necropoli, un romanzo autobiografico sulla sua prigionia a Natzweiler-Struthof. I suoi libri sono tradotti in francese, tedesco, serbo-croato, ungherese, inglese, spagnolo, italiano, catalano, esperanto e finlandese.

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